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sobota, 3. marec 2007

21 VANITÀ DI VANITÀ (Angelo Branduardi)









Vai cercando qua, vai cercando là,
ma quando la morte tri coglierà
che ti resterà delle tue voglie?
Vanità di vanità.
Sei felice, sei, dei pensieri tuoi,
godendo solo d'argento e d'oro,
alla fine che ti resterà?
Vanità di vanità.
Vai cercando qua, vai cercando là,
seguendo sempre felicità,
sano, allegro e senza affanni...
Vanità di vanità.
Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno
non immagini certo quel che un giorno sarà della tua vanità.
Tutto vanità, solo vanità,
vivete con gioia e semplicità,
state buoni se potete...
tutto il resto è vanità.
Tutto vanità, solo vanità,
lodate il Signore con umiltà,
a lui date tutto l'amore,
nulla più vi mancherà. 



torek, 12. september 2006

25 TANTI ANNI FA (Angelo Branduardi)

 








Nelle acque di quel lago
la mia donna si bagnava
poi sciogliendosi i capelli
una storia raccontava,
di un castello in fondo al lago
tanti anni fa,
ed io ora te la canto
fu un giorno a mezza estate
mentre il sole ci scaldava
io all'ombra di quei rami
al suo canto mi assopivo
Spesso questo ci accadeva
tanti anni fa,
ed io ora te lo canto.
Era sera sai,
era sera ormai
e di colpo mi svegliai.
Era sera sai,
era sera ormai
e da solo mi trovai,
nel lago.
Forse per curiosità
lei scese dal lago
so che un giorno salirà
per me
Era sera sai,
era sera ormai
e di colpo mi svegliai.
Era sera sai,
era sera ormai
e da solo mi trovai,
Nelle acque di quel lago
la mia donna si bagnava
tanti anni fa.

torek, 11. julij 2006

2o SOTTO IL TIGLIO (Angelo Branduardi)

 








Sotto il tiglio là nella landa,
là dov'era il nostro letto,
voi che passate potete vedere
come rompemmo fiori ed erba.
Davanti al bosco cantava l'usignolo
e di fiori lei fece un giaciglio.
Riderà chi passi per di là,
guardate com'è rossa la sua bocca.
Sotto il tiglio là nella landa
noi rompemmo fiori ed erba,
voi che passate potete vedere
dove io posai la testa.
Se saprete che lei era con me
questo non sarà certo mai vergogna,
era lei la donna che volevo
per essere chiamato col mio nome.
Sotto il tiglio là nella landa
la radica si abbraccia al giglio,
voi che passate potete vedere
come son cresciuti insieme.
Lei con me rimase solo un anno,
ma con oro poi intrecciò le chiome
e se ne andò, io amavo uno sparviero,
in alto si levò e volò via.
Sempre va a caccia di nubi
il vento e non può mai fermarsi,
ma la bellezza è ancor più veloce,
troppo lento è per lei il vento.
Così è la nostra vita e il mondo
come vento e nube fugge via. 



torek, 20. december 2005

19 RE DI SPERANZA (Angelo Branduardi)


Re del suono e del silenzio
che comanda foglie e fiori,
Re del fiume, Re dei mari,
Re del tempo e delle idee.
Re del sonno e del risveglio,
di rinuncia e di paura,
Re di fiaba e di follia,
Re di tutto sono io,
Re di niente sono io.
Re del tuono e del sospiro
che comanda roccia e sabbia,
Re del pianto e del sorriso
della mia fragilità
Re del fango e delle stelle,
di fatica e di sollievo,
Re del falso, Re del vero
della mia fragilità,
Re di tutto, Re di niente.
Ora puoi guardare quella gente, poi mi trovo solo,
io, Re di tutto, Re di niente...
Solo con le mie capacità potrei fare tutto,
io, Re di tutto, Re di niente...
Io, con i miei castelli in aria,
Re di me stesso,
io con i miei sogni,
Re di speranza...
Re del suono e del silenzio
che comanda foglie e fiori,
Re del fiume, Re dei mari,
Re del tempo e delle idee.
Re del sonno e del risveglio,
di rinuncia e di paura,
Re di fiaba e di follia,
della mia fragilità,
Re di tutto, Re di niente.  





nedelja, 27. marec 2005

18 NINNA NANNA (Angelo Branduardi)


"L'ho addormentato nella culla
e l'ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me".
L'hanno detto giù nelle cucine;
la voce ha risalito le scale
e tutta la casa ora lo sa:
ieri notte piangeva un bambino.
L'hanno detto giù nelle cucine
e tutta la casa lo sa
che ieri lei aveva un bambino
e che oggi lei non l'ha più.
"Adesso alzati e dillo a me,
lo so che avevi un bambino,
tutta la notte ha pianto e perché
ora tu non l'hai più con te".
"L'ho addormentato nella culla
e l'ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me".
"Adesso alzati, vieni con me
questa sera andremo in città,
lava le mani, lavati il viso,
metti l'abito grigio che hai".
L'abito grigio non indossò
per andare quella sera in città,
vestita di bianco la gente la vide
davanti a se passare.
"La scorsa notte dalla mia padrona
le ho pettinato i capelli
poi mio figlio ho addormentato e
l'ho affidato al mare"...
Non lo sapeva certo mia madre
quando a sè lei mi stringeva
delle terre che avrei viaggiato,
della sorte che avrei avuta.
"L'ho addormentato nella culla
e l'ho affidato al mare,
che lui si salvi o vada perduto
e mai più non ritorni da me".




petek, 25. februar 2005

17 NASCITA DI UN LAGO (Angelo Branduardi)

 

Presso la fontana
lui un giorno la trovò,
vide da lontano il giallo
della veste che portava su di se
"Dimmi cosa vuoi
che io ti possa regalare,
grande è il mio potere,
quello che vuoi io posso fare".
Non ti prenderai gioco di me, tu
non sei certo quello che
io sto aspettando.
Quando lui verrà,
allora mi alzerò
e, seguendo lui,
di qui io me ne andrò",
Tu non credi di essere qui per me
ma ancora troppo giovane tu sei
quando avrai come me vissuto mille anni,
allora forse capirai".
Dimmi cosa vuoi
e io te la darò,
tu pensi ancora che non mi seguirai mai,
ma di te farò un albero fiorito,
poi ti guarderò fino a quando appasairai".
"Non ti prenderai gioco di me, tu
non sei certo quello che
io sta aspettando.
Hai vissuto già
per mille anni,
ma sei giovane, lo vedo,
forse più di me".
Quella volta infine si adirò
ed in un vasto lago la mutò
e dall'alto di uno bianca torre
per il resto del tempo lui l'amò.




četrtek, 10. februar 2005

16 MUSICA (Angelo Branduardi)


Forse è soltanto un po' più in là
la strada giusta per andare
dammi la mano per trovare
la terra dove non è freddo mai
e musica
e sempre musica
e ovunque musica
larghi campi di fragole
ed il tempo di ridere
Ed è soltanto un po' più in là
dammi la mano, voglio andare
e poi fermarmi a respirare.
quel vento caldo che c'è là
e musica
e sempre musica
e ovunque musica
e su di noi le nuvole
non si fermano mai....
E` forse un po' più in là
soltanto un po' più in là
la terra da trovare
e solo un po' più in là
è il tempo di guardare
le nuvole passare
e là non è freddo mai.






sobota, 11. september 2004

15 LENTAMENTE (Angelo Branduardi)

 

Lentamente tu scendi la china
mormorando parole senza senso,
io con calma ti seguo finchè posso,
come se non avessi più alcun peso.
Lentamente ti apri e ti ritrai
e sicura continui la tua danza
mentre il filo che dipani dolcemente
senza fine mi avvolge e mi accarezza;
amore mio, è così che ti sento respirare
ed io so bene il tuo fiato sottile,
quando fra realtà e fantasia
la linea che tracciamo è così tenue.
Lentamente ti muovi e le tue mani
mi aiutano a capire quel che dici,
fino a quando il tempo non ritorni
a portarci i suoi doni inariditi.
In silenzio mi guardi e ti appartengo,
così piccola ed io tanto lontano,
ti spio mentre gli occhi tuoi son chiari
e piano piano cercano la riva.
Amore mio è così che ti vedo allontanare
ed io so bene il tuo silenzio assente,
quando fra realtà e fantasia
la linea che è segnata è così grande. 




petek, 2. julij 2004

14 LA SPOSA RUBATA (Angelo Branduardi)

 

Da tre notti non riposo
resto ad assoltare :
è la vipera che soffia,
soffia presso l'acqua.
Ho composto un canto nuovo,
vieni ad ascoltare
della sposa che al banchetto
mai più ritorno fece.
C'era un invitato in più
che la rimirava:
"Alla mia gente vorrei mostrare
il tuo abito da sposa".
Lei ingenua lo segui`
cerca di tornare,
fino a notte attesa,
lei non ritornò.
Se ne andava in piena notte
da solo un suonatore,
ma davanti gli si parò
il signore sconosciuto:
"Forse tu cerchi la sposa
che andò perduta,
se hai cuore di seguirmi
da lei ti condurrò".
E una barca lo portò
lungo un'acqua scura,
ritrovò la sposa
e aveva vesti d'oro.
"Il mio anello ti darò,
portale al mio uomo,
qui non soffro più
nè male nè desiderio".
Il suonatore si girò,
fece un solo passo
poi gridare ia senti`
nell 'acqua che la soffocava,
Come luce lei brillava
quando sposa andò,
dove mai l'avrà portata
il signore che la rubò.
Da tre notti non riposo
resto ad ascoltare:
è la vipera che soffia,
soffia presso l'acqua.



petek, 25. junij 2004

13 LA SERIE DEI NUMERI (Angelo Branduardi)

 

E tu bel bimbo, bimbo mio dolce,
dimmi, cosa vuoi che io ti canti?
Cantami dei numeri la serie,
sino a che io oggi non la impari.
Unica è la morte,
niente altro, niente più...
due i buoi legati al carro,
e sono tre le parti del mondo,
quattro le pietre di Merlino,
che affilano le spade degli eroi.
Unica è la morte,
niente altro, niente più...
E sul cammino che il tempo fa
cinque finora sono le età,
e sono sei le erbe che
nel calderone il nano mescolerà...
Sette sono i soli, sette le lune,
otto sono i fuochi accesi a Maggio,
attorno alla fontana sono nove
le fanciulle che danzano alla luna...
Unica è la morte,
niente altro, niente più...
E dieci vascelli sono venuti
portandoci la guerra da lontano.
Undici guerrieri sono tornati
quand'erano in trecento a partire...
Unica è la morte,
niente altro, niente più...
E sul cammino che il tempo fa
cinque finora sono le età,
e sono dodici i mesi che
giorno per giorno, da sempre
segnando va.
E dodici ancora sono i segni
che tu puoi leggere nel cielo,
guerra tra di loro han dichiarato,
questa che ti canto sarà la fine.
Unica è la morte,
niente altro, niente più...
Allora la tromba suonerà,
avremo fuoco e tuono, pioggia e vento,
la serie dei numeri è finita,
per l'uno sai che non c'è serie:
Unica è la morte,
e due i buoi,
e tre la parti,
quattro le pietre,
cinque le età
e sei le erbe,
sette sono i soli,
sette le lune,
otto sono i fuochi
e nove le fanciulle,
ma dieci i vascelli,
undici i guerrieri,
dodici i segni,
dodici i mesi
e unica la morte,
da sempre madre del dolore. 





petek, 18. junij 2004

12 LA PULCE D'ACQUA (Angelo Branduardi)







E` la pulce d'acqua
che l'ombra ti rubò
e tu ora sei malato
e la mosca d'autunno
che hai schiacciato
non ti perdonerà.
Sull'acqua del ruscello
forse tu troppo ti sei chinato,
tu chiami la tua ombra,
ma lei non ritornerà.
E` la pulce d'acqua
che l'ombra ti rubò
e tu ora sei malato
e la serpe verde
che hai schiacciato
non ti perdonerà.
E allora devi a lungo cantare
per farti perdonare
e la pulce d'acqua che lo sa
l'ombra ti renderà.



nedelja, 16. maj 2004

11 LA LUNA (Angelo Branduardi)








Un giorno all'improvviso
la luna si stancò
di guardare il mondo di lassù;
prese una cometa,
il volto si velò
e fino in fondo al cielo camminò.
E sorpresa fù
che la bianca distesa
non fosse neve.
Eran solo sassi
e i piedi si ferì,
piangendo di nascosto lei fuggì.
Affrontare il mondo a piedi nudi
non si può
e dall'alto a spiarlo lei restò.
E sorpresa non è più
che la bianca distesa
non sia neve. 



nedelja, 9. maj 2004

24 LA LEPRE NELLA LUNA (Angelo Branduardi)








Viveva già molto tempo fa
la lepre con la volpe e la scimmia...
non ricordo chi ne raccontò la storia,
molti anni fa
Per tutto il giorno giocavano felici
su per colline e giù per i prati
e a sera si stringevano vicinì,
per affrontare il buio della notte,
Chissà chi me lo raccontò...
Veniva per la stessa via
un vecchio che a sè li chiamò:
"Chi di voi tre mi aiuterà
sarà da me premiato".
Volpe e scimmia si diedero da fare,
mentre la lepre continuava a giocare:
correva per i prati spensierata
e dai suoi stessi amici fu tradita.
Chissà chi me lo raccontò...
Davanti al cibo che gli fu servito
il vecchio certo penso:
"Povera lepre ti han tradita
gli amici che tu amavi".
Volpe e scimmia si gurdavano stupite
mentre la lepre col vecchio se ne andava
da allora sempre gioca spensierata
là in alto, nel palazzo della luna.
viveva già, ma è tempo fa...
la lepre con la volpe e la scimmia.
non ricordo chi mi raccontò
la storia, molti anni fa
di come la lepre un giorno li lasciò
e nella luna a vivere se ne andò:
Correva per i prati spensiereta
e dai suoi stessi amici fu tradita.

ponedeljek, 3. november 2003

1o IL REGNO MILLENARIO (Angelo Branduardi)


E` vero, da tempo ha varcato i confini,
il respiro sospeso ho cercato il cammino,
ma quando anche l'ultima strada era chiusa
ho lasciato in porto la nave ed oggi cammino.
In frammenti di vetro il mio amore ho creato,
con parole leggere te l'ho traccontato,
la mia voce oggi ti parla di sogni,
tu li senti dentro di te e non li rifiuti.
Ora lo so, tu mi conosci
quando mi cerchi con la mano
e resto lì ad aspettare un gesto tuo;
e l'attesa non è un peso,
sopra gli alberi sono alte le montagne,
ti rifugi nelle pieghe del tuo viso
il cammino è verso il regno millenario
Ora lo sai io ti conosco
quando ti cerco con la mano
e resti lì ad aspettare un gesto mio;
E l'attesa ti dispiace
e d al vento si inchinano gli abeti
le tue braccia e le tue mani sono ali
siamo in volo verso il regno millenario 





sreda, 29. oktober 2003

23 IL POETA DI CORTE (Angelo Branduardi)

 








E` venuto il corvo di mare
a predirmi la sorte:
"Tempo tu non avrai di fuggire...
Ti raggiungono già!
strapperanno i tuoi occhi,
bruceranno il tuo cuore!
tempo tu non avrai di fuggire...
ti raggiungono già!".
Io non ho paura di dovere morire
e tu vecchio corvo
i suoi occhi strapperai.
Io non ho paura, molto a lungo ho cantato
e il suo cuore falso come il mio brucerà!
è venuto dal mare il granchio:
alla sua bocca aspetterà
di potere con l'ultimo respiro
rubargli l'anima.
E il mio signore non sa:
una sola volta non basterà
che l'avvoltoin divori il mio corpo
per far tacere per sempre il mio cuore.

ponedeljek, 13. oktober 2003

o9 IL MARINAIO (Angelo Branduardi)









Siedi serena e aspetti il tuo uomo
che torna domani, se il cielo vorrà...
cerchi il sorriso
con cui ti lasciò
fra i solchi scuri
che il tempo disegna sul viso
di chi naviga il mare,
ed è sempre domani
e se il cielo vorrà...
Te l'ha giurato e sai tornerà
l'uomo che amavi non mentiva mai.
Aspetti serena ogni uomo che torna
dal mare lontano verso il quale partì...
Forse da anni
lui naviga già
lungo correnti
che non porteranno ai tuoi fianchi
il suo amore, mai più...
ed è sempre domani
e se il cielo vorrà...
Te l'ha giurato e sai tornerà;
l'uomo che amavi non mentiva mai.



sreda, 24. september 2003

o8 IL DONO DEL CERVO (Angelo Branduardi)









Dimmi, buon signore
che siedi così quieto
la fine del tuo viaggio
che cosa ci portò?
Le teste maculate
di feroci tigri,
per fartene tappeto le loro pelli?
Sulle colline
tra il quarto e il quinto mese,
io per cacciare,
da solo me ne andai.
E fu così che col cuore in gola
un agguato al daino io tendevo,
ed invece venne il cervo
che davanti a me si fermò.
"Piango il mio destino,
io presto morirò
ed in dono allora
a te io offrirò
queste ampie corna,
mio buon signore,
dalle mie orecchie tu potrai bere.
Un chiaro specchio
sarà per te il mio occhio,
con il mio pelo
pennelli ti farai.
E se la mia carne cibo ti sarà,
la mia pelle ti riscalderà
e sarà il mio fegato
che coraggio ti darà.
E così sarà, buon signore,
che il corpo del tuo vecchio servo
sette volte darà frutto,
sette volte fiorirà."
Dimmi, buon signore
che siedi così quieto
la fine del tuo viaggio
che cosa ci portò? ...che cosa ci portò? 




nedelja, 14. september 2003

o7 IL CILIEGIO (Angelo Branduardi)








Già ero vecchio e stanco
per prenderla con me,
ma il vecchio giardiniere
rinunciare come può
all'ultimo suo fiore,
se l'inverno viene già.
Già ero vecchio e stanco,
ma la volli per me
e il sorriso della gente
di nascosto accompagnò
il mio andare verso casa
e l'inverno viene già...
Lei era la più bella
che avessi visto mai:
sorrideva fra le ciglia
e il mio cuore riscaldava,
era l'ultimo mio fiore
e l'inverno viene già..,
Poi anche il mio cillegio
a suo tempo maturò;
lei venne un mattino
a chiedernnene i frutti.
"Devo avere quelle ciliegie
perche presto un figlio avrò".
Io guardavo le sue guance:
più bella era che mai.
e sentivo dentro me
già crescere la rabbia:
"Chiedi al padre di tuo figlio
di raccoglierle per te".
Sorridendo come sempre,
le spalle mi voltò
e la vidi in mezzo ai prato
verso l'albero guardare:
era l'ultimo mio fiore
e l'inverno viene già.
Fu il ramo suo più alto
che il ciliegio chinò
ed il padre di suo figlio
così I'accontentò.
Già ero vecchio e stanco
per prenderla con me,
ma il vecchio giardiniere
rinunciare come può
all'ultimo suo fiore,
se l'inverno viene già. 




nedelja, 6. julij 2003

o6 GULLIVER (Angelo Branduardi)

 

Venite tutti, che strana meraviglia il mare ci portò...
Venite tutti, è Gulliver il grande che il mare ci portò...
Addormentato davanti a noi Gulliver il grande...
È una nera montagna che ci toglie il sole,
è Gulliver il grande che il mare ci portò...
Così curioso davanti a noi
l'uomo montagna ci guarda già,
venite tutti ad ammirare
la meraviglia vista mai.
Gli omini piccoli che sanno già
che la sua forza li aiuterà
Gulliver il grande si chiede già
in quale altro mare naufragherà.
Venite tutti, che strana meraviglia il mare ci portò...
Venite tutti, è Gulliver il nano che il mare ci portò...
Che effetto prima, davanti a noi Gulliver il nano,
ma i suoi occhi cercano già i nostri volti,
è Gulliver il nano che il mare ci portò.
Venite tutti ad ammirare
la meraviglia con cui giocare,
così indifeso davanti a noi
come un bambino a cui insegnare,
E mentre invece dentro di sè
del nostro aspetto lui ride già,
Gulliver il nano sognando sta
un altro mare per naufragare.





torek, 3. junij 2003

22 GLI ALBERI SONO ALTI (Angelo Branduardi)









Gli alberi sono alti, le foglie crescon verdi
Da quanto tempo non vedevi il tuo amore,
da tanto, ed oggi è tornato tutto solo:
è giovane ma crescerà.
Padre, o padre, mi hai fatto un grave torto
mi hai dato in moglie a chi è poco più di un bimbo,
ha quindici anni ed io già quasi venti:
è giovane ma crescerà.
Figlia, o figlia, non ti ho mai fatto torto,
ti ho dato in moglie al figlio di un Signore,
il tuo bambino sarà ricco e rispettato:
è giovane ma crescerà.
Padre, o padre, domani sarò sola,
lo manderanno lontano un anno ancora,
e al suo ritorno avrà un figlio a lui straniero:
è giovane ma crescerà.
Ieri al mattino seduta al tuo balcone
spiavi i ragazzi giocare per la strada,
il tuo vero amore di loro era il più bello:
è giovane ma crescerà.
Un anno dopo aveva preso moglie,
il tempo passa ed è padre di un bambino,
il tempo corre ed il tuo fior sulla sua tomba:
è giovane ma crescerà.